conferenza ISP sulla ricerca e la formazione di polizia – 1.02.2024

TRAIETTORIE E CARRIERE DI POLIZIA

Alla luce delle sfide attuali per il mondo della polizia e degli input evinti dalla prima edizione della conferenza, l’ampio programma di quest’anno ha affrontato la tematica delle traiettorie e delle carriere di polizia.

L’obiettivo dell’evento era gettare un ponte tra scienza e polizia, tra chi esercita la professione di polizia e chi conduce ricerche su questa professione. Hanno partecipato alla conferenza specialisti svizzeri ed esperti internazionali.

Le presentazioni degli oratori sono disponibili per il download sotto ai rispettivi riassunti.

 

PROGRAMMa

  • 8:30 – 9:00
    avvio della conferenza e benvenuto philippe müller (isp) | Stefan Aegerter (isp)
    8:30 – 9:00
    relatori
    PHILIPPE MÜLLER (Istituto Svizzero di Polizia)

    Philippe Müller è Consigliere di Stato e capo della Direzione della sicurezza del Cantone di Berna dal 2018. È stato eletto presidente del Consiglio di Stato per l’anno di presidenza 2023/2024. È anche membro del Comitato della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP). Prima di questi incarichi, Philippe Müller, agronomo di formazione, ha presieduto il PLR della città di Berna, esercitando parallelamente la professione di avvocato e ricoprendo anche il ruolo di vice presidente del PLR del Cantone di Berna. Dal 1° gennaio 2022, è Presidente del Consiglio di fondazione dell’ISP.

    STEFAN AEGERTER (Istituto Svizzero di Polizia)

    Stefan Aegerter è nato nel 1975 e ha studiato all’Accademia militare del Politecnico federale di Zurigo e all’Università di Berna. Prima di iniziare a lavorare all’ISP nel 2016, è stato ufficiale di professione. Dal 1° gennaio 2022, Stefan Aegerter è direttore dell’Istituto e, in quanto tale, membro della Conferenza dei comandanti e delle comandanti delle polizie cantonali svizzere (CCPCS). Ricopre inoltre la carica di direttore di progetto del Concetto generale di formazione (CGF) e rappresenta la Svizzera in seno al Consiglio direttivo del MEPA, al Governing Board dell’AEPC e presso CEPOL. Infine, è membro dell’International Advisory Board dell’Institute of Criminology all’Università di Cambridge. Stefan Aegerter siede in varie direzioni di programma di cicli di formazioni CAS e DAS inerenti alla condotta di polizia e agli interventi di polizia, presso scuole universitarie e scuole universitarie professionali svizzere. È presidente delle commissioni d’esame nazionali di «agente di polizia con  attestato professionale federale» e «agente di polizia con diploma federale». In quanto colonnello dell’Esercito svizzero presta servizio anche presso lo stato maggiore del Governo nazionale.

  • 9:00 – 9:20
    introduzione SILVANA pedrozo (isp), cecilia stebler (isp)
    9:00 – 9:20

     

    Sulla scia del primo colloquio organizzato in occasione del 75° anniversario dell’ISP nel 2021, l’Istituto intende consolidare questo evento e propone una nuova edizione nel 2024. La manifestazione è concepita e organizzata dal servizio Ricerca, e vuole essere un punto d’incontro tra pratica e ricerca, tra chi esercita la professione di polizia e chi svolge ricerche sulla professione. Il fil rouge di questa edizione sono le traiettorie e le carriere di polizia. Iniziando con una relazione sull’importanza dell’attività di ricerca per una formazione di polizia di qualità, la giornata affronterà in seguito diverse tematiche d’attualità: femminilizzazione del lavoro di polizia, ingresso nella professione, modalità di lavoro, nuove tecnologie e formazione dei quadri per citarne alcune. Per ciascuna tematica, relatori di spicco provenienti dai ranghi della polizia e dal mondo accademico presenteranno progetti innovativi, potenziali evoluzioni e attività di ricerca utili per pilotare e ottimizzare le strategie e le pratiche di formazione di polizia. Questa introduzione intende offrire una panoramica della manifestazione e posizionare il colloquio nell’offerta di prestazioni sviluppata dall’Istituto nel quadro della sua strategia 2022-2025.

    relatrici
    SILVANA PEDROZO (Istituto Svizzero di Polizia)

    Collaboratrice scientifica Ricerca, Ph.D.

    CECILIA STEBLER (Istituto Svizzero di Polizia)

    Vice capo settore Ricerca e Servizio linguistico

  • 9:20 – 10:00
    relazione evidence-based policing: utilizzare la scienza e i risultati della ricerca per migliorare il lavoro della polizia peter neyroud (university of cambridge)
    9:20 – 10:00

    Riassunto

    La presentazione si concentra sull’evidence-based policing e sul suo potenziale per sostenere la formazione continua della polizia. Dopo aver spiegato i concetti chiave dell’evidence-based policing e della tripla T (targeting, testing e tracking), l’esposto illustrerà una serie di esempi tratti dal Police Executive Programme di Cambridge allo scopo di mostrare le potenzialità di questo approccio. La seconda metà della presentazione sarà consacrata all’elaborazione di una strategia che punta a sviluppare l’evidence-based policing e a consolidare questa disciplina nell’organizzazione.

    Presentazione Neyroud: «Evidence-based policing»

    relatore
    PETER NEYROUD (University of Cambridge)

    Peter Neyroud è direttore del Police Executive Programme presso l’Istituto di Criminologia dell’Università di Cambridge, un master in Applied Criminology and Police Management. Peter è professore associato in evidence-based policing presso il Jerry Lee Centre for Experimental Criminology. Le sue ricerche affrontano in particolare temi come la diversione dei criminali da parte della polizia, i danni causati dalla criminalità, l’etica della polizia, la polizia di prossimità, l’impatto del COVID sulla polizia, così come la leadership e la gestione della polizia. Ha pubblicato libri sull’etica della polizia, sulla leadership di polizia e sull’attività di polizia ai tempi del COVID.

    Peter è stato un ufficiale di polizia per più di 30 anni, ha prestato servizio in Hampshire, West Mercia e Thames Valley (come Chief Constable). Ha fondato e diretto la National Policing Improvement Agency (come Chief Constable e Chief Executive). In quest’ultimo ruolo, è stato responsabile dell’attuazione a livello nazionale di tutti i principali programmi di polizia del Regno Unito, tra cui quelli relativi alla polizia di prossimità, alla riforma del personale e alle nuove tecnologie.

    Nel 2010, è stato incaricato dal Ministro degli Interni del Regno Unito di svolgere un «esame approfondito della leadership e della formazione di polizia», che ha portato alla creazione del nuovo College of Policing nazionale nel 2012 e a una radicale riforma delle qualifiche e della formazione degli agenti di polizia sfociata nel nuovo Police Education Qualification Framework.

    È co-presidente del Campbell Collaboration Crime and Justice Coordinating Group e dirige un programma internazionale di studi sistematici sulla prevenzione del terrorismo e della radicalizzazione. Ha lavorato con l’UNODC sulla polizia di prossimità e la prevenzione del terrorismo e della radicalizzazione in Bangladesh. È incaricato di ricerca presso il Wolfson College di Cambridge.

    Ha la doppia cittadinanza svizzera/britannica – il suo luogo d’attinenza è Chardonne, nel Cantone di Vaud.

  • 10:00 – 10:40
    relazione AGENTI DI POLIZIA IN SVIZZERA ALL’INIZIO DELLA LORO FORMAZIONE – UNA SELEZIONE DEI RISULTATI DI UN QUESTIONARIO RAPPRESENTATIVO dirk baier (ZHAW)
    10:00 – 10:40

    Riassunto

    L’inizio della formazione rappresenta una fase importante nella vita professionale degli agenti di polizia. Per condurre una ricerca su questa fase e sul prosieguo della formazione di due anni, la Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften, l’Università di Losanna e l’Istituto Svizzero di Polizia hanno avviato per la prima volta uno studio che coinvolge tutti gli aspiranti delle sei scuole di polizia per l’anno 2022/2023, i quali risponderanno a un sondaggio in quattro momenti della loro formazione. Il primo questionario è ormai concluso; sono state rilevate le risposte di 818 aspiranti, ossia di quasi tutti gli aspiranti per l’anno preso in considerazione. I temi affrontati sono vari e comprendono per esempio i motivi per la scelta della professione di agente di polizia, le aspettative legate alla formazione e alla pratica, e diverse caratteristiche personali e attitudini generali legate alla polizia. Durante la presentazione, si illustreranno i principali risultati evinti dal primo questionario per i temi sopracitati, facendo talvolta delle comparazioni con la popolazione generale. I risultati permettono di conoscere chi si affaccia alla formazione di polizia e con quali aspettative. Lo studio costituisce la base per ulteriori raccolte di dati, con i quali poter continuare la ricerca sull’evoluzione di motivi, caratteristiche e attitudini.

    Presentazione Baier: «Agenti di polizia in svizzera all'inizio della loro formazione»

    relatore
    DIRK BAIER (Zürcher Hochschule für angewandte Wissenschaften)

    Dirk Baier ha svolto numerose ricerche su argomenti connessi alla polizia, ad es. sugli agenti di polizia vittime di aggressioni o sull’utilizzo delle bodycam. Inoltre, partecipa all’analisi di specifici fenomeni criminali, in particolare la violenza giovanile, la violenza domestica, l’estremismo e la tratta di esseri umani.

  • 10:40 – 11:00
    Pausa
  • 11:00 – 12:00
    Workshop 1 femminilizzazione del lavoro di polizia karin ducommun (police cantonale genève) | Sibylle olbert-bock (ostschweizer fachhochschule)
    11:00 – 12:00
    UNA DONNA QUADRO SUPERIORE ALLA POLIZIA CANTONALE GINEVRA

    Riassunto

    Storicamente, il ruolo delle donne in Svizzera è cambiato in modo significativo dalla fine della Seconda guerra mondiale, quando le donne erano confinate a lavori secondari tradizionali, in linea con gli stereotipi di genere. Le prime occasioni di coinvolgimento delle donne nelle forze di polizia non si discostano da questi stereotipi: vengono assegnate a missioni di comunicazione, di assistenza sociale o a specifici tipi di missioni come il traffico stradale o le indagini giudiziarie di base. È solo nel 1987, per la polizia di sicurezza e nel 1988, per la gendarmeria, che le donne possono accedere alle stesse posizioni dei loro colleghi maschi. Ma com’è la situazione oggi? La percentuale di donne quadro nella Polizia cantonale Ginevra rimane bassa, è quindi necessario comprendere quali sono le ragioni soggiacenti e creare le giuste condizioni per permettere una complementarità di genere che consenta al corpo di polizia di essere rappresentativo della popolazione. La Polizia cantonale Ginevra sta lavorando per affrontare le sfide legate all'aumento del numero di donne nei suoi ranghi e, in particolare, si concentra su temi come la cultura aziendale, l’equilibrio tra vita privata e lavoro, la flessibilità dei tempi di lavoro e l’attrattiva operativa.

    Presentazione Ducommun: «Una domma quadro superiore alla polizia cantonale Ginerva»

    KARIN DUCOMMUN (Police cantonale Genève)

    Karin Ducommun ha completato l’apprendistato di tre anni di agente di polizia nel 1987. Successivamente, dopo un percorso nei gruppi operativi e un incarico come agente di polizia di quartiere, nel 2010 è stata assegnata al Centro di formazione della polizia come istruttrice delle scuole di polizia, e poi come responsabile della formazione continua. Nel 2016, Karin Ducommun è stata nominata ufficiale superiore di polizia di prossimità. Dal 1° maggio 2022, ha il grado di maggiore ed è a capo dell'Unità di prossimità, che dipende dalla gendarmeria. Questa unità è composta da sette territori e diverse brigate (brigata specializzata in educazione e prevenzione BEP, brigata equestre BEQ, cellula richiedenti asilo CRA e brigata anticrimine BAC) e impiega circa 240 persone, ossia circa 224 equivalenti a tempo pieno (ETP). Il suo percorso professionale le ha permesso di specializzarsi anche nella formazione in materia di tiro e delle tattiche e tecniche di intervento, sia come referente di pratica sia come debriefer nell'unità di debriefing. Nell'ambito di questo percorso, ha potuto seguire alcune formazioni che hanno portato alla certificazione in psicologia d’urgenza presso la Rete nazionale per l'aiuto psicologico d'urgenza (RNAPU) e una formazione in Programmazione Neuro-Linguistica (PNL).

    CONDOTTA ORIENTATA AL FUTURO – ATTUAZIONE GLOBALE DI «EQUAL LEADERSHIP». PRESENTAZIONE DI UN PROGETTO CON LE POLIZIE COMUNALI

    Riassunto

    Le sfide sociali e i cambiamenti nella composizione del personale impongono nuove esigenze alle posizioni direttive, sollevando la questione dell’importanza della diversità nel superamento delle sfide future e nella dirigenza. In questo contesto le potenzialità delle donne assumono un ruolo sempre più centrale, per quanto finora si sappia poco su come si sviluppi il loro percorso verso le funzioni dirigenziali, su quali siano le loro esperienze e su quali siano gli elementi che contribuiscono a una maggiore diversità. In questo intervento, saranno presentati i risultati e le prime attuazioni pratiche del progetto «Equal Leadership», che mira a una maggiore considerazione e a un migliore utilizzo dei punti di forza delle donne rilevanti per il futuro. Il progetto è stato avviato nel 2021 in tre polizie municipali. Si illustreranno i risultati riguardanti le esigenze future per le posizioni direttive, il possibile contributo delle donne, le esperienze relative alla loro carriera e i presupposti, elaborati dal progetto, per un’incentivazione sistematica di donne e uomini in posizioni dirigenziali.

    Presentazione Olbert-Bock: «Condotta orientata al futuro»

    SIBYLLE OLBERT-BOCK (Ostschweizer Fachhochschule)

    La prof.ssa dott.ssa Sibylle Olbert-Bock è responsabile del Centro di competenze Leadership & Gestione del personale alla Ostschweizer Fachhochschule, San Gallo. Attualmente, la sua ricerca si concentra sulla modernizzazione e la digitalizzazione nella gestione del personale, sullo sviluppo organizzativo, sulla leadership e sulla governance delle risorse umane. È nata a Friburgo (Germania) e in 25 anni di carriera ha accumulato esperienze varie, ricoprendo funzioni direttive e consultive nel privato, in organizzazioni pubbliche e in organizzazioni senza scopo di lucro.

    https://www.ost.ch/de/person/sibylle-olbert-bock-123

  • 11:00 – 12:00 
    Workshop 2 diversità e inclusione nel mondo della polizia NATHALIE PASCHE (FHNW) I OLIVIA CUTRUZZOLA (POLICE CANTONALE VAUDOISE)
    11:00 – 12:00 
    LA POLIZIA COME FAMIGLIA – PERCHÉ IL DIVERSITY MANAGEMENT RISULTA COMPLESSO ALL’INTERNO DELLA POLIZIA

    Riassunto

    La diversità del personale della polizia è aumentata in tutto il mondo per quanto riguarda genere, passato migratorio e percorso formativo e all’interno della polizia anche le associazioni LGBTQ+ vedono aumentare i propri associati. Tuttavia, rispetto alla popolazione generale, le minoranze continuano a essere sottorappresentate all’interno della polizia, con alcuni Paesi in cui si registra addirittura una stagnazione dello sviluppo della diversificazione. La ricerca identifica vari elementi che ostacolano il diversity management all’interno della polizia: la causa più frequente è considerata la Cop Culture maschile, che va a braccetto con determinate posizioni (contrarie alla diversità). Il presente intervento vuole illustrare, sulla base dei risultati della ricerca, perché la diversità sia negativamente connotata nel contesto della polizia. Sulla base di vari esempi si illustrerà che esiste una contrapposizione tra la promozione della diversità e alcuni valori tipici della cultura della polizia, come la lealtà e la coesione collegiale. I valori della cultura della polizia non sono tuttavia scolpiti nella pietra e vengono costantemente veicolati e mantenuti vivi con narrative organizzative come quella della «polizia come famiglia».

    Presentazione Pasche: «La polizia come famiglia»

    NATHALIE PASCHE (Fachhochschule Nordwestschweiz)

    Nathalie Pasche è collaboratrice scientifica all’Institut für Sozialplanung, Organisationaler Wandel und Stadtentwicklung (ISOS) della Hochschule für Soziale Arbeit FHNW. Ha concluso un master in servizi sociali e politica sociale nel 2013 presso l’Università di Friburgo. Attualmente, svolge un dottorato all’Università di Siegen (Germania) in sociologia, sul tema della narrativa della diversità all’interno della polizia. Nel suo progetto di ricerca, si basa sull’esempio di due corpi di polizia svizzera per analizzare il modo in cui la cultura della polizia influenzi il modo in cui si parla delle differenze. Nel quadro della sua funzione alla FHNW, lavora a un progetto di ricerca sulla differenziazione etnica nel servizio pubblico, partendo dall’esempio di un ufficio per l’assistenza ai minori e di una polizia. I suoi ambiti di ricerca sono il rapporto tra la polizia e i servizi sociali, le organizzazioni di sicurezza, intervento e prevenzione in Svizzera e la diversità nella polizia.

    L’IMPORTANZA DEL DIALOGO: L'ESEMPIO DELLA PIATTAFORMA CANTONALE DELLE COMUNITÀ STRANIERE, DEL BCI E DELLA POLIZIA CANTONALE VAUD

    Riassunto

    Nel quadro della politica di lotta al razzismo e alle discriminazioni, il Bureau cantonal pour l’intégration des étrangers et la prévention du racisme (Ufficio cantonale per l’integrazione degli stranieri e la prevenzione del razzismo, BCI) e la Polizia cantonale Vaud hanno avviato una stretta collaborazione volta a creare una piattaforma per la promozione degli scambi tra le autorità e le comunità straniere del Cantone di Vaud. La piattaforma è stata lanciata a marzo 2022, in occasione della Settimana delle attività contro il razzismo, è controllata dal BCI e dalla Polizia cantonale, e ha lo scopo di garantire la migliore rappresentazione possibile delle comunità straniere del Cantone, oltre che di creare interconnessioni tra queste, l’amministrazione cantonale e le autorità di polizia. Lo scopo ultimo è quindi quello di promuovere una migliore comprensione delle esigenze delle varie parti interessate. Grazie all’ancoraggio sul terreno e all’esperienza a contatto dei beneficiari, i membri della piattaforma sono chiamati a ricoprire un ruolo importante a favore del consolidamento dei legami sociali. Qual è il bilancio dei primi due anni di vita della piattaforma?

    Presentazione Cutruzzolà: «L'importanza del dialogo»

    OLIVIA CUTRUZZOLA (Police cantonale vaudoise)

    Olivia Cutruzzolà è un’ufficiale specializzata responsabile per la diversità, la prevenzione e le relazioni con i cittadini presso la Polizia cantonale Vaud. Ha ottenuto due master all’Università di Losanna, uno in scienze politiche e sociali nel 2004 e uno in criminologia nel 2017. A marzo 2009 ha avviato la sua carriera alla Polizia cantonale Vaud, dove ha iniziato come portavoce e responsabile della comunicazione. Dal 2018 è titolare del CAS Conduite des engagements de police à l’échelon d’officier (CAS CEP) dell’HES-SO e ora si occupa di una sezione che comprende la divisione per la prevenzione della criminalità e quella per la gestione delle persone pericolose e dei reclami dei cittadini. Molto sensibile alle questioni sociali legate alla diversità e all’assistenza al pubblico target vulnerabile, Olivia Cutruzzolà ha contribuito a creare diversi dispositivi di prevenzione, sensibilizzazione e formazione di polizia nel settore delle discriminazioni razziste e contro la comunità LGBTIQ.

  • 11:00 – 12:00
    Workshop 3 MODALITÀ DEL LAVORO DI POLIZIA E WORK-LIFE BALANCE ELIN GRANHOLM VALMARI I robert tanner (police cantonale genève)
    11:00 – 12:00
    IL WORK-LIFE BALANCE PER GLI AGENTI DI POLIZIA IN UNIFORME

    Riassunto

    Gli agenti di polizia in uniforme devono far fronte a situazioni difficili al lavoro e si ritrovano spesso a lavorare a lungo, accumulando ore supplementari. Nonostante questa consapevolezza, non vi sono molte ricerche sulle conseguenze che le esigenze lavorative comportano su attività e ruoli della vita privata degli agenti. Abbiamo condotto alcune interviste per un progetto di ricerca sul work-life balance per gli agenti di polizia in uniforme, arrivando ai seguenti risultati:

    • L’imprevedibilità è un grande catalizzatore motivazionale per il lavoro, ma al contempo causa conflitti legati agli obblighi famigliari, impossibilitando ad esempio di tornare a casa quando inizialmente previsto.
    • Sentirsi esausti dopo il lavoro porta a non avere energie per i ruoli e le attività della vita privata, limitando la vita sociale e portando a sentimenti di inadeguatezza.
    • Per fare i conti con i rischi legati al lavoro, gli agenti si limitano nella vita privata e, in particolare, nelle loro attività e nei loro ruoli.
    • Comunicare anche nella vita privata è un’esigenza importante, ma molti non danno ascolto alle proprie esigenze, ritrovandosi quindi con tensioni emotive mal gestite.

    La professione della polizia è un lavoro complesso ed è pertanto importante limitare le complicazioni sociali causate indirettamente da questo mestiere nella vita privata di chi lo esercita, al fine di garantire una vita soddisfacente agli agenti sia sul posto di lavoro, che fuori.

    Presentazione Granholm: «Il work-life balance per gli agenti di polizia in uniforme»

    ELIN GRANHOLM VALMARI (Umeå University, Sweden)

    Elin Granholm Valmari è un’ergoterapeuta e, al momento, docente universitaria presso l’Università di Umeå (Svezia), dove insegna al Programma di ergoterapia del Dipartimento di medicina di comunità e riabilitazione. L’ergoterapia si concentra sulle attività e sui ruoli quotidiani che occupano la popolazione. Elin Granholm Valmari al momento conduce la sua attività di ricerca sul work-life balance per gli agenti di polizia in uniforme, continuando al contempo a insegnare e a fornire servizi clinici ergoterapeutici.

     

    NUOVE MODALITÀ DI LAVORO NEI CORPI DI POLIZIA

    Riassunto

    Il mondo del lavoro fa fronte a molteplici sfide, legate a questioni generazionali, che influenzano le attitudini e le aspirazioni del personale dei corpi di polizia. Una delle principali complessità è la gestione del tempo di lavoro, con l’emergere di modelli come il tempo parziale, il job sharing e il top sharing. Questi approcci aumentano l’attrattiva in materia di reclutamento e offrono una flessibilità preziosa per la gestione del personale, ma necessitano anche di un adeguamento dei corpi di polizia volto a rispondere alle esigenze generazionali.

    Anche le aspirazioni imprenditoriali sono un tema centrale, in particolare per i giovani professionisti che cercano maggiore autonomia lavorativa: la creazione di un’impresa propria diventa in questi casi un’opzione attraente per realizzare i propri sogni e controllare il proprio destino professionale. Tuttavia, questa strada comporta anche difficoltà in termini di stabilità delle prestazioni e dei bisogni operativi.

    Gli aspetti ecologici e deontologici sono un altro aspetto preponderante per le organizzazioni moderne. I collaboratori, indipendentemente dalla loro generazione, aspirano a lavorare in istituzioni impegnate sotto il profilo della sostenibilità ambientale ed etica. Anche i corpi di polizia devono fare i conti con queste aspettative, a cui devono rispondere adottando pratiche responsabili, riducendo la loro impronta carbonica e innalzando i livelli di diversità e inclusione.

    Di fronte a queste grandi sfide, la presente conferenza si prospetta come un’appassionante occasione per approfondire queste tematiche centrali che interessano anche i corpi di polizia. Robert Tanner affronterà la questione della gestione generazionale e dell’evoluzione dell’individualismo all’interno della società, illustrando i modelli di flessibilità del tempo di lavoro, le sfide e le opportunità dell’imprenditoria, ma anche le strategie per promuovere la responsabilità ecologica e deontologica. La conferenza fungerà da piattaforma per discutere delle soluzioni più innovatrici e delle migliori pratiche, con il fine ultimo di creare un ambiente di lavoro equilibrato, inclusivo e sostenibile per le generazioni attuali e future.

    Presentazione Tanner: «Nuove modalità di lavoro nei corpi di polizia»

    ROBERT TANNER (Police cantonale Genève)

    Robert Tanner, 55 anni, è un professionista delle risorse umane. Titolare di un diploma federale di direttore delle risorse umane ed esperto del suo ambito, si è costruito una carriera di rilievo. Grazie a un’esperienza diversificata, ha lavorato nel privato, nel parapubblico e nel pubblico, specializzandosi nelle professioni della sicurezza.

    Robert Tanner si distingue anche come formatore, autore e conferenziere nel vasto settore delle scienze umane. È inoltre riconosciuto come esperto di gestualità, grazie alla quale offre una prospettiva unica sugli ingranaggi dell’intelligenza emotiva. Il suo contributo va però oltre, dato che è anche un cronista specializzato sui temi della gestione e della leadership, un’attività che gli permette di condividere le sue ricerche e conoscenze con il grande pubblico.

    Come membro attivo della Conferenza delle risorse umane delle polizie latine e del Comitato dell’Associazione ginevrina delle risorse umane, Robert Tanner ricopre un ruolo essenziale nella comunità di questo settore. Per vari anni, ha diretto mandati di reclutamento e selezione per funzioni di elevato livello, sviluppando strumenti e pratiche all’avanguardia per garantire il successo del personale assunto.

    Grazie al suo approccio basato sulle scienze umane, Robert Tanner occupa dal 2013 il posto di direttore delle risorse umane della Polizia cantonale Ginevra, dove lavora a sviluppare una vera e propria strategia nei settori della gestione della carriera, delle valutazioni e dello sviluppo delle competenze, nonché dell’attuazione di una qualità di vita migliore sul posto di lavoro.

  • 12:00 – 13:15
    Pausa
  • 13:20 – 14:00
    relazione studio sul profilo dei candidati e delle candidate alla professione di polizia: quali sono le caratteristiche ricercate? annie gendron (ENPQ) i yanick aubert (enpq)
    13:20 – 14:00

    Riassunto     

    Secondo il modello di formazione della polizia in Québec, per essere ammesse al programma di tecniche di polizia e all’École nationale de police du Québec, le reclute devono superare la selezione del college e ottenere un diploma prima di potersi candidare presso i corpi di polizia. Questo processo è volto a garantire che i candidati assunti corrispondano ai profili di competenze ricercati. La relazione esaminerà i risultati di uno studio volto a evidenziare quali caratteristiche vengono ricercate: l’analisi dei dati ottenuti dai supervisori (n=365) e dai quadri di polizia (n=25) mostra chiaramente che alcune spiccano rispetto ad altre. L’attenzione si concentrerà sugli obiettivi da privilegiare per la selezione e la formazione delle forze di polizia e sui risultati ottenuti dalla sperimentazione di uno strumento psicometrico per misurare le caratteristiche ricercate.

    Presentazione Gendron & Aubert: «Studio sul profilo dei candidati e delle candidate alla professione di polizia»

    relatrici
    ANNIE GENDRON (Ecole nationale de police du Québec)

    Annie Gendron, Ph. D., è dottoressa in psicologia. È ricercatrice presso il Centre de recherche et de développement stratégique dell’École nationale de police du Québec, professoressa associata presso il Dipartimento di psicoeducazione dell’Université du Québec à Trois-Rivières, co-titolare della cattedra di Ricerca in prevenzione per la salute psciologica sui posti di lavoro legati alla sicurezza pubblica, e ricercatrice affiliata presso il Centre international de criminologie comparée - centre interuniversitaire. I suoi interessi di ricerca si concentrano sulla selezione dei candidati alla professione di agente di polizia nonché sulla formazione e sull’intervento della polizia in Québec. Il suo lavoro tratta ad esempio le traiettorie accademiche e professionali degli agenti di polizia, i test di selezione, la prevenzione dei problemi di salute psicologica nella sicurezza pubblica, le pratiche legate all’uso della forza, le situazioni di suicidio in presenza di polizia e le sfide legate all’intervento della polizia in contesti autoctoni.

    YANICK AUBERT (Ecole nationale de police du Québec)

    Dal 1998, Yanick Aubert lavora come psicologa delle organizzazioni e responsabile di team presso il Centre d’évaluation des compétences et aptitudes professionnelles (CECAP). Il CECAP fa capo al Service des expertises (SDE) e alla Direction de la recherche, de l’expertise et de la pédagogie (DREP) dell’École nationale de police du Québec. Nel corso degli anni, Yanick Aubert si è specializzata nella valutazione delle competenze dei candidati e della loro conseguente capacità di svolgere efficacemente la posizione a cui aspirano. Questi servizi di valutazione sono offerti sia per il reclutamento di nuovo personale sia per le promozioni o i trasferimenti interni, per varie posizioni (p. es direzione del corpo di polizia) nell’ampio settore della sicurezza pubblica. Yanick Aubert fornisce inoltre consulenza a organizzazioni di polizia per lo sviluppo dei loro processi di selezione. Guida pertanto i clienti nella scelta degli strumenti di valutazione più appropriati e garantisce la conformità alle migliori prassi di valutazione per assicurare uniformità ed equità nel processo di selezione. Più recentemente, Yanick Aubert collabora allo studio del profilo delle caratteristiche ricercate nei candidati alla professione di agente di polizia di pattuglia. Coltiva numerosi scambi con i partner relativamente alla salute psicologica degli agenti di polizia e alle varie iniziative da introdurre per rispondere meglio alle loro esigenze. Attualmente è impegnata nello sviluppo della formazione per psicologi e altri professionisti del settore che collaborano con i soccorritori.

  • 14:00 – 15:00
    Workshop 4 carriere di polizia e CYBERCRIME SéBASTIEN JAQUIER (ILCE) I RENAUD ZBINDEN (ILCE) I MARKUS RUCHTI (KAPO BERN)
    14:00 – 15:00
    CYBERCRIME – RICERCA APPLICATA E SVILUPPO COME INGREDIENTE ESSENZIALE PER L’EVOLUZIONE DELLE FORMAZIONI DI POLIZIA

    Riassunto

    Il numero di reati penali con una componente informatica è in rapido e costante aumento, in un contesto in continua evoluzione che incorpora nuove pratiche e nuovi attori, come l'intelligenza artificiale. Le organizzazioni criminali hanno ormai iniziato a sfruttare a proprio beneficio il contesto informatico ed è quindi essenziale offrire formazioni per migliorare le conoscenze e le competenze del sistema penale in questo ambito. È fondamentale che gli agenti di polizia possano prendere decisioni giudiziose in base alle loro competenze e alle loro esigenze nel contesto della loro missione. È qui che entra in gioco la piattaforma Cyberpie, che offre una griglia di valutazione per facilitare questo processo. In questo workshop verranno presentati alcuni dei contributi forniti alla formazione da parte della ricerca applicata e dello sviluppo, e verrà illustrata la piattaforma Cyberpie. I partecipanti condivideranno le loro esperienze sui bisogni e sulla selezione delle formazioni.

    Presentazione Jaquier & Zbinden: «Cybercrime»

    SÉBASTIEN JAQUIER (Institut de Lutte contre la Criminalité économique, HeArc)

    Sébastien Jaquier è decano dell’ILCE. Informatico gestionale, economista aziendale SSQEA e titolare del MAS LCE, ha una vasta esperienza nella gestione di progetti e nella formazione nella lotta contro la criminalità economica e la criminalità informatica. Supervisiona numerosi formazioni continue, in particolare per i membri del sistema penale della Svizzera romanda, e partecipa a diversi progetti nazionali di lotta alla criminalità informatica.

    RENAUD ZBINDEN (Institut de Lutte contre la Criminalité économique, HeArc)

    Grazie a un bachelor in Diritto economico, Renaud Zbinden vanta una solida base in economia e diritto commerciale. Ha inoltre ottenuto un MAS in Lotta contro la criminalità economica, che attesta la sua competenza in questo campo specifico. Grazie alla sua esperienza combinata in economia, diritto e lotta alla criminalità economica, Renaud Zbinden ha una visione globale e multidisciplinare per affrontare le questioni relative alla criminalità economica e alla criminalità informatica. I suoi interessi di ricerca includono le frodi online, il darkweb, le frodi alimentari, le frodi ambientali e il riciclaggio di denaro. Svolge inoltre un ruolo attivo nella formazione, condividendo le sue conoscenze e competenze con gli studenti del bachelor in Diritto economico e del MAS in Lotta alla criminalità economica.

    SFIDE NELLA LOTTA AL CYBERCRIME

    Riassunto       

    Il presente intervento mira a mettere in luce le sempre maggiori sfide nella lotta al cybercrime e analizza le competenze che saranno necessarie agli agenti di polizia del futuro più prossimo per contrastare con efficacia queste minacce. Saranno presentati gli sviluppi recenti nell’ambito del cybercrime e le competenze e conoscenze necessarie per lottare contro questo fenomeno.

    Presentazione Ruchti: «Sfide nella lotta al cybercrime»

    MARKUS RUCHTI (Kantonspolizei Bern)

    Markus Ruchti ha lavorato per diversi anni nel settore del Systems Engineering, prima di iniziare la sua collaborazione con la Polizia cantonale Berna nel 2002, dove ha partecipato in modo determinante alla costruzione e allo sviluppo della sezione di Scienze forensi digitali. Nel 2010 è diventato vice capo del dipartimento e capo del servizio di informatica forense, con le sezioni Cybercrime e Criminalità digitalizzata. Inoltre, in quanto quadro del servizio d’ordine, dirige l’Open Source Intelligence Detachment presso la sezione Interventi speciali. Dall’estate del 2023, Markus Ruchti dirige la sezione delle indagini per la criminalità digitale (DigiKri). Nell’esercizio delle sue funzioni, ha rappresentato il Cantone Berna in diversi organismi come la Cyber Landsgemeinde, la strategia nazionale sulla lotta al cybercrime e il gruppo di lavoro sulla formazione cyber. Questi gruppi di esperti hanno gettato le fondamenta per la rete di supporto digitale alle indagini (NEDIK) e per i concetti di formazione del gruppo di lavoro sulla formazione cyber.

  • 14:00 – 15:00
    Workshop 5 formazione e innovazione CHRISTOPH ALTMANN (KOMPETENZZENTRUM EXTENDED REALITY DER ZÜRCHER POLIZEIKORPS, FOR UND ZHPS) | Paul baty, george rippon (COLLEGE OF POLICING)
    14:00 – 15:00
    L’EXTENDED REALITY (XR) IN POLIZIA – NUOVE TECNOLOGIE DIGITALI PER LA FORMAZIONE, L’ADDESTRAMENTO E GLI INTERVENTI

    Riassunto

    Il presente intervento si concentrerà sull’utilizzo dell’Extended Reality (XR) nella polizia e sui ruoli e le competenze che saranno necessari in futuro per lo sviluppo dei pertinenti contenuti e per l’utilizzo di questi sistemi. L’XR comprende la realtà virtuale, la realtà aumentata e la realtà mista, tecnologie che permettono di integrare contenuti digitali nel mondo reale e offrono quindi nuove possibilità di formazione, addestramento e intervento. Le caratteristiche specifiche all’XR, come l’immersività, l’interattività, le possibilità di visualizzazione e simulazione, possono essere sfruttate per apportare alla polizia vantaggi e valori aggiunti: per esempio, permettono di svolgere addestramenti per i collaboratori della polizia in un contesto virtuale sicuro o di visualizzare fattispecie complesse in modo da poterle comprendere meglio. Ci sono molte possibilità di utilizzo dell’XR che rendono il lavoro della polizia più efficace e sicuro. Sulla base di esempi legati alla quotidianità delle organizzazioni delle luci blu, la presentazione illustrerà le possibilità di utilizzo della realtà aumentata, della realtà mista e della realtà virtuale. Per lo sviluppo e l’utilizzo di applicazioni di XR in un contesto di polizia servono vari ruoli e competenze, ad esempio: designer 3D, operatori, programmatori, tecnici nonché esperti e formatori capaci di sviluppare e modificare soluzioni di XR in stretta collaborazione.

    Presentazione Altmann: «L'extended reality (XR) in polizia» - video 1 - video 2

    CHRISTOPH ALTMANN (Kompetenzzentrum Extended Reality der Zürcher Polizeikorps, FOR und ZHPS)

    Dopo la formazione di polizia di due anni, dal 2010 Christoph Altmann svolge il suo servizio di pattuglia per vari servizi e per il Commissariato speciale della Polizia municipale di Zurigo. Dal 2012, passa all’Unità di intervento «Skorpion», dove nel 2017 assume il ruolo di capo impiego 2. Nel 2018 diventa istruttore professionale, dirige vari interventi ed è responsabile di progetto per i simulatori di addestramento all’intervento «VirTra 300 Virtual Reality». Dal 2021 è specialista per i sistemi digitali di apprendimento e addestramento e responsabile di progetto per il Centro di competenze Extended Reality dei corpi di polizia di Zurigo. Esercita varie attività accessorie oltre alle sue mansioni principali: è stato consulente per il progetto europeo «Shotpros.eu», istruttore per il corso ISP «Comportamento tattico», capo sezione e istruttore per il servizio d’ordine. Christoph Altmann ha svolto varie formazioni continue, tra cui il CAS in gestione di progetti e il CAS in XR. Nel tempo libero ama la caccia e pratica diverse attività polisportive.

    LO STRUMENTO DI FORMAZIONE IMMERSIVA HYDRA PRESSO LA POLIZIA BRITANNICA

    Riassunto

    Hydra è uno strumento di formazione immersiva utilizzato dalle polizie britanniche per sviluppare le competenze decisionali degli agenti di polizia, del personale di polizia e di altri operatori di primo soccorso. Può essere applicato a una vasta gamma di contesti formativi che spaziano da dettagliate indagini criminali alla gestione di eventi maggiori o critici.

    Questa presentazione illustra come e perché è stata creata la metodologia di formazione Hydra, quali sono i suoi obiettivi, gli aspetti pratici della sua applicazione e i vantaggi apportati alla formazione di polizia.

    Presentazione Baty & Rippon: «Lo strumento di formazione immersiva hydra presso la polizia britannica»

    PAUL BATY (College of Policing)

    Paul Baty lavora presso il College of Policing da 15 anni, dove si occupa di supervisionare la concezione e lo svolgimento delle esercitazioni Hydra e di altri prodotti di formazione immersiva. In passato, ha lavorato presso la polizia di Durham, il National Crime Squad e la Serious and Organised Crime Agency come agente di polizia sul terreno, nel quadro di indagini penali, ma anche come agente sotto copertura o ancora come istruttore.

    GEORGE RIPPON (College of Policing)

    George Rippon lavora presso il College of Policing da cinque anni, dove si occupa di concepire e svolgere le esercitazioni di formazione Hydra per un ampio spettro di specializzazioni di polizia. In passato, ha lavorato come produttore mediamatico e docente nella formazione superiore.

  • 14:00 – 15:00
    Workshop 6 formazione dei quadri alexis hunter (scotland police) I stefan aegerter (ISP)
    14:00 – 15:00
    "Your leadership matters" programme
    ALEXIS HUNTER (Scotland Police)

    Alex Hunter ha iniziato a lavorare alla Polizia scozzese nel 2021 come Head of Leadership and Talent (responsabile della leadership e del talento) nella sede principale della polizia e al Police Scotland College di Tulliallan.

    Alex fornisce l’inquadramento strategico e la pertinente perizia per lo sviluppo e l’attuazione del progetto di leadership e talento della Polizia scozzese, un progetto che si pone l’ambizioso obiettivo di creare e coltivare leader inclusivi, audaci, collaborativi e comprensivi.

    Tra le varie attività svolte in questo ambito, spiccano le seguenti: integrazione di «Your Leadership Matters», il primo programma della Polizia scozzese dedicato alla coltivazione della leadership; lancio di «MyCareer», una nuova strategia per la gestione delle prestazioni individuali e per garantire lo sviluppo di tutti; trasferimento dei risultati dall’Accelerated Leadership Programme for aspiring senior Police Officers (programma accelerato di leadership per aspiranti alti ufficiali di polizia); attività di responsabilità per la coltivazione dei futuri Chief Officer; assicurazione di uno sviluppo dei people manager che garantisca la gestione efficace del personale. Il portfolio di Alex contiene un programma di mentoring nazionale, attività di coaching per executive e senior manager, una qualifica certificata per far promuovere gli agenti al grado di sergente attraverso insegnamenti legati al lavoro operativo della polizia e alla leadership, la funzione di facilitatrice per il progetto in materia di competenze e valori della polizia scozzese, e la gestione di un team di tutor e consulenti in materia di leadership e talento.

    Ha esperienza nella coltivazione della leadership e del management, nelle specificità dei professionisti a inizio carriera e nello sviluppo dei team. Vanta alle sue spalle un’importante carriera in funzioni di responsabilità per l’apprendimento e lo sviluppo in seno ad attori chiave del settore pubblico, privato e in organizzazioni del terzo settore del Regno Unito, ad esempio: UK National Health Service, governo locale, Aegon financial services, Iberdrola, Scottish Power, Scottish Children’s Reporter Administration, Action for Children, Forestry Commission, Jabil Inc e Caledonian MacBrayne Ltd.

    Alex ha conseguito un Postgraduate Diploma con lode in Leadership Practice e un Honours Degree in Relazioni industriali; è Fellow del Chartered Institute of Personnel and Development, membro della International Association of Facilitators e della British Psychological Society ed è accredidata per Myers Briggs e Insights Discovery.

    Nella vita privata, Alex è madre di due adolescenti e ama passare il tempo in mezzo alla natura della Scozia e delle sue isole, in equilibrio tra gli impegni familiari e le occasioni di socializzazione con gli amici.

    LEADERSHIP E PUBLIC VALUE NELLE POLIZIE SVIZZERE

    Riassunto

    La polizia si trova in un contesto in veloce cambiamento. Le forze di polizia sono sotto molta pressione, perché devono fare i conti con bilanci ridotti e con l’evoluzione della domanda. Il progresso tecnologico cambierà la professione di polizia in tutti gli ambiti e in molti modi. Al contempo, le aspettative pubbliche verso questo lavoro crescono, mentre la sfera della sicurezza pubblica ingloba sempre più attori. La società diventa sempre più esperta di tecnologia e si attende lo stesso anche dalla polizia.

    Questo contesto cangiante esige obbligatoriamente ampie modifiche nel modo di lavorare della polizia. Per i quadri, ciò significa che le competenze necessarie a dirigere le unità organizzative del futuro saranno più complicate, complesse e specializzate.

    In futuro, quindi, come definiremo la Police Leadership? E che cosa si intende con Police Public Value? In che modo la formazione di base e continua di quadri e specialisti nelle polizie svizzere deve affrontare questa sostanziale svolta?

    Presentazione Aegerter: «Leadership e public value nelle polizie svizzere»

    STEFAN AEGERTER (Istituto Svizzero di Polizia)

    Stefan Aegerter è nato nel 1975 e ha studiato all’Accademia militare del Politecnico federale di Zurigo e all’Università di Berna. Prima di iniziare a lavorare all’ISP nel 2016, è stato ufficiale di professione. Dal 1° gennaio 2022, Stefan Aegerter è direttore dell’Istituto e, in quanto tale, membro della Conferenza dei comandanti e delle comandanti delle polizie cantonali svizzere (CCPCS). Ricopre inoltre la carica di direttore di progetto del Concetto generale di formazione (CGF) e rappresenta la Svizzera in seno al Consiglio direttivo del MEPA, al Governing Board dell’AEPC e presso CEPOL. Infine, è membro dell’International Advisory Board dell’Institute of Criminology all’Università di Cambridge. Stefan Aegerter siede in varie direzioni di programma di cicli di formazioni CAS e DAS inerenti alla condotta di polizia e agli interventi di polizia, presso scuole universitarie e scuole universitarie professionali svizzere. È presidente delle commissioni d’esame nazionali di «agente di polizia con  attestato professionale federale» e «agente di polizia con diploma federale». In quanto colonnello dell’Esercito svizzero presta servizio anche presso lo stato maggiore del Governo nazionale.

  • 15:00 – 15:15
    Pausa
  • 15:20 – 16:00
    relazione Testare, introdurre e riprodurre il sistema di video-risposta rapida in determinati interventi per violenza domestica: come trasformare l'operato della polizia A LIVELLO LOCALE E REGIONALE DEL REGNO UNITO Stacey Rothwell MSt. (Cantab) CMgr FCMI, Network Director für sieben Polizeikorps in England
    15:20 – 16:00

    Riassunto

    La Rapid Video Response (RVR) è una video-risposta istantanea e facoltativa nel contesto degli interventi per violenze domestiche. La RVR è stata testata con uno studio controllato randomizzato con disegno sperimentale. Questo studio ha dimostrato che l’utilizzo del video migliora la soddisfazione delle vittime, la rapidità d’intervento e aumenta il numero di arresti. La sperimentazione condotta dalla polizia del Kent, una forza di polizia di contea di medie dimensioni in Inghilterra, ha portato a un’attuazione completa nel maggio 2022. Da allora, l’Eastern Region Innovation Network (ERIN) ha introdotto la RVR in cinque altre forze di polizia della regione orientale utilizzando un modello di attuazione assistita. Oltre 5000 vittime sono state assistite tramite RVR, con un successo notevole. Grazie a questo metodo evidence-based, le forze di polizia in Inghilterra hanno potuto trasformare il modo in cui forniscono una prima risposta alle vittime, andando incontro alle loro richieste d’aiuto nel momento stesso in cui chiamano.

    Presentazione Rothwell: «Testare, introdurre e riprodurre il sistema di video-riposta rapida»

    relatrice
    STACEY ROTHWELL (Eastern Region Innovation Network)

    Stacey Rothwell è direttrice dell’Eastern Region Innovation Network (ERIN), che raggruppa le sette forze di polizia della regione orientale dell’Inghilterra, e ha 25 anni di esperienza come ufficiale e membro del personale civile. Nel suo precedente ruolo di consulente per il miglioramento continuo presso l’Innovation Task Force della polizia del Kent, Stacey ha gestito il progetto di attuazione dell’Evidence Based Investigation Tool (EBIT), che utilizza un algoritmo per facilitare la valutazione della risoluzione di un crimine. Da allora, Stacey Rothwell ha completato un master a Cambridge in Police management and applied criminology ed è stata eletta membro della Academy of Experimental Criminology. Stacey è una responsabile qualificata di progetti e programmi ed è stata riconosciuta Chartered Manager. Negli ultimi due anni, ha lavorato a due studi controllati randomizzati presso la polizia del Kent, testando dapprima la risposta telefonica e successivamente la video-risposta rapida (RVR) nel quadro di interventi per violenze domestiche e non domestiche. Nel suo ruolo di direttrice della rete ERIN, Stacey Rothwell ha recentemente lavorato al proseguimento dell’attuazione della RVR in cinque forze di polizia della regione orientale. In questo contesto, ha potuto contare sul sostegno del Ministero degli Interni, della polizia del Kent e del capo consulente scientifico della polizia. In qualità di direttrice dell’ERIN, Stacey Rothwell coordina l’innovazione presso le forze di polizia della regione orientale dell’Inghilterra. Ha creato un centro di competenze volto allo sviluppo, all’introduzione e alla riproduzione di ricerche evidence-based, migliori pratiche e nuove tecnologie. La rete ERIN è diretta dal Deputy Chief Officer Drysdale e dai sette Chief Constables. Ha già conosciuto un grande successo condividendo l’innovazione a livello regionale attraverso nuove modalità di lavoro e collaborazione.

  • 16:00 – 16:15
    CONCLUSIOne e chiusura della conferenza STEFAN AEGERTER (ISP)
    16:00 – 16:15
    relatore
    STEFAN AEGERTER (Istituto Svizzero di Polizia)

    Direttore

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